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Dopo dodici giorni di coma, Antonio Recce è deceduto. Era l' 8 Ottobre quando cadde da una tettoia di una abitazione in contrada Oppido che lo stesso stava preparando a tinteggiare. Antonio cadde dalla tettoia da una altezza di circa 4-5 metri battendo la testa. Al personale sanitario del 118 e delle forze dell'ordine accorse sul posto la cosa risultò subito essere molto grave, tanto da predisporre l'intervento dell'eliambulanza che prelevò il malcapitato da Lioni e lo trasportò presso l'ospedale Moscati di Avellino. Antonio era titolare di una ditta individuale e si occupava di eseguire lavori di ristrutturazione, tinteggiatura e tanti piccoli lavori edili che sempre si eseguono per una casa. proprio nell'eseguire uno di questi tanti lavori Antonio ha perso la vita.

 Purtroppo questo caso mette ancor di più in evidenza la scarsa e le poche precauzioni che vengono prese per la sicurezza propria. Bisognerebbe tener conto che per mettersi in sicurezza occorrono pochi accorgimenti e pochi minuti, per rovinarsi o perdere la vita invece basta un attimo. Bisogna pur dire che molte volte causa di questi incidenti è la cultura demenziale che vige un pò nelle teste delle persone perchè se pure qualche lavoratore provvedesse ad imbragarsi per salire su una scala o su un tetto, quante volte si è sentito dire la fatidica frase "ma che ti metti paura!" e magari per non essere presi in giro e fare la figura del pauroso molti evitano di mettersi in sicurezza, pensando magari al fatto "non mi è mai capitato nulla, proprio adesso... cosa mi può accadere!?". Fino a quando non si entra nell'ottica che anche il commissionante è responsabile dell'incolumità del lavoratore che esegue il lavoro, purtroppo saremo costretti a sentire ancora molte di queste notizie. Ovviamente questa è una riflessione in generale, non riferita al caso in questione.

 

Romagnoli Toni

21 Ottobre 2009

 

 

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